The Two Sessions of the People's Republic of China 2021: the new political direction



The "Two Sessions" (in Chinese "lianghui") of the Political Consultative Conference (ccppc) and the National People's Congress (NPC) in China were held from 4 and 5 to 11 March 2021 to discuss the next strategic objectives and growth and to approve the 14th Five-Year Plan for Economic and Social Development 2021-2025 (which had already been anticipated in the 5th plenary session of the XIX Central Committee of the Chinese Communist Party).

Briefly, the five-year plan provides for the strengthening of the internal market through the dual circulation strategy, policies and investments for eco-sustainable growth and to achieve technological indipendency and resilience and the promotion of multilateralism in international trade and cooperation.


In his opening speech of the Two Sessions, Premier Li Keqiang announced a growth target of 6% for 2021 with the ambition of doubling GDP by 2035. According to data published by the Chinese National Statistics Office on the 18th January 2021, in 2020 China's GDP grew by 2.3% compared to 2019, despite the difficulties caused by the Covid-19 pandemic. China was the only major economy to achieve positive growth in 2020, yet reaching the lowest rate ever since 1976.


From an economic and geopolitical point of view, Premier Li Keqiang also expressed China's openness to Southeast Asia, Latin America and Africa, which could become important areas of Chinese influence if the trade and technological war with the US continues. In particular, in these markets China intends to continue the implementation of infrastructure projects and develop a Sanitary Silk Road, distributing anticovid vaccines and medical devices.


Lou Jiwei, leader of the CPPCC Foreign Affairs Committee and former Finance Minister from 2013 to 2016, and Guo Shuqing, leader of the China Banking and Insurance Regulatory Commission, also spoke at the opening press conference of the “Two Sessions”. Both warned of the risks caused by an excessively expansive fiscal and monetary policy, calling for debt containment and avoidance of capital flight and speculative bubbles, especially in real estate sector.


Priorities on the agenda of the Two Sessions were the plan of social and institutional reforms to cope with the lengthening of life expectancy and the new geopolitical and economic scenarios.


From the point of view of social reforms, China has announced the goal of creating 11 million new jobs (compared to 9 million in 2020) and to reach an unemployment rate of 5.5% (compared to 6% of the 2020). At the same time, the aim is to contain the public debt, adopting less expansionary economic policies with the aim of reducing the budget deficit to 3.2% of GDP, compared to the 3.6% set in 2020.


China also announced that it plans to increase annual R&D spending by approximately 7%, with a focus on artificial intelligence, robotics, satellite technology, aviation industry and transport engineering, and technology applied to the field of medicine and precision instrumentation, smart vehicles, semiconductors and rare earths.


In terms of institutional reforms, the laws that regulate the internal functioning of the National People's Congress in China and the electoral law of Hong Kong have been amended.


At the beginning of his presidency, President Xi Jinping had already expressed the goal of establishing a "moderately prosperous society" (小康 社会 Xiǎokāng shèhuì), a concept deriving from Confucian philosophy and which indicates an intermediate step towards a harmonious society (大同 社会 Dàtóng shèhuì). In the Xiaokang society, wealth must be widely distributed, consequently the last years of Chinese reforms and also these last two sessions have gone in this direction and in particular: reduction of the economic gap between urban and rural areas, fight against extreme poverty and increase in the per capita income of the population.


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Le Due Sessioni della Repubblica Popolare Cinese 2021: i nuovi indirizzi politici


Dal 4 e 5 al 11 marzo 2021 si sono tenute le “Due sessioni” (in cinese “lianghui”) rispettivamente della Conferenza Politica Consultiva (ccppc) e del Congresso Nazionale del Popolo (NPC) in Cina per discutere dei prossimi obiettivi strategici e di crescita e per approvare il 14° Piano quinquennale per lo sviluppo economico e sociale 2021-2025 (il cui contenuto era già stato anticipato nella 5° sessione plenaria del XIX Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese).


In breve, il piano quinquennale prevede il rafforzamento del mercato interno attraverso la dual circulation strategy, politiche e investimenti per una crescita ecosostenibile e per raggiungere un’autosufficienza tecnologica e la promozione del multilateralismo nel commercio e cooperazione internazionale.


Nel suo discorso d’apertura delle Due sessioni il premier Li Keqiang ha annunciato un obiettivo di crescita del 6% per il 2021 con l’ambizione di raddoppiare il Pil entro il 2035. Secondo i dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica cinese il 18 gennaio 2021, nel 2020 il Pil cinese è cresciuto del 2,3 % rispetto al 2019, nonostante le difficoltà causate dalla pandemia da Covid-19. La Cina è stata l’unica grande economia ad ottenere una crescita positiva nel 2020, raggiungendo tuttavia il tasso minore mai registrato dal 1976.


Da un punto di vista economico e geopolitico, il premier Li Keqiang ha inoltre espresso l’apertura della Cina verso il Sudest asiatico, America Latina e Africa, che potrebbero diventare importanti aree di influenza cinese qualora la guerra commerciale e tecnologica con gli USA vada avanti. In particolare, in questi mercati la Cina intende proseguire la realizzazione di progetti infrastrutturali e sviluppare una Via della Seta Sanitaria, distribuendo vaccini anticovid e dispositivi medici.


Nella conferenza stampa di apertura delle “Due Sessioni” sono inoltre intervenuti Lou Jiwei, leader del Comitato degli affari esteri del Cppcc ed ex ministro delle Finanze dal 2013 al 2016 e Guo Shuqing, leader della China Banking and Insurance Regulatory Commission. Entrambi hanno avvisato dei rischi causati da una politica fiscale e monetaria eccessivamente espansiva, invitando al contenimento del debito ed a evitare fughe di capitali e bolle speculative, specialmente immobiliari.


Prioritari nell’agenda delle Due Sessioni sono stati il piano di riforme sociali e istituzionali per fare fronte all’allungamento dell’aspettativa di vita ed ai nuovi scenari geopolitici ed economici.


Dal punto di vista delle riforme sociali, la Cina ha annunciato l’obiettivo di creare 11 milioni di nuovi posti di lavoro (rispetto ai 9 milioni del 2020) e di raggiungere un tasso di disoccupazione del 5,5% (rispetto al 6% del 2020). Allo stesso tempo, si mira a contenere il debito pubblico, adottando politiche economiche meno espansive con l’obiettivo di ridurre il disavanzo di bilancio al 3,2% del Pil, rispetto al 3,6% fissato nel 2020.


La Cina ha anche annunciato di voler aumentare di circa il 7% le spese annuali per il settore Ricerca e Sviluppo, con una particolare attenzione ai campi dell’intelligenza artificiale, robotica, tecnologia satellitare, industria aeronautica e ingegneria dei trasporti, tecnologia applicata al campo della medicina e strumentistica di precisione, veicoli smart, semiconduttori e terre rare.


Sotto il profilo delle riforme istituzionali, sono state invece emendate le leggi che regolano il funzionamento interno del Congresso Nazionale del Popolo in Cina e la legge elettorale di Hong Kong.


Agli inizi del suo mandato il Presidente Xi Jinping si era già espresso sull’obiettivo di istituire una “Società moderatamente prospera” (小康社会 Xiǎokāng shèhuì), concetto derivante dalla filosofia confuciana e che indica un passaggio intermedio verso la società armoniosa (大同社会Dàtóng shèhuì). Nella la società Xiaokang la ricchezza deve essere ampiamente distribuita, di conseguenza gli ultimi anni di riforme cinesi ed anche queste ultime due sessioni sono andate in questa direzione ed in particolare: riduzione del divario economico tra le aree urbane e quelle rurali, lotta alla povertà estrema ed aumento del reddito pro-capite della popolazione.


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