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Doing Business in Europe: la prospettiva cinese






La Camera di Commercio Cinese in Unione Europea ha pubblicato il “CCCEU 2020 Recommendation Report - Acting for Common Future”.

Il Report include una sintesi delle relazioni commerciali Cina-Europa dal punto di vista delle aziende cinesi attive nel mercato europeo e contiene alcune raccomandazioni per le istituzioni europee volte a contribuire a migliorare il contesto imprenditoriale dell'UE e attirare più investimenti cinesi.

Tra le raccomandazioni indicate:

  • dedicare maggiore attenzione alle opportunità di scambio tra giovani professionisti cinesi ed europei

  • evitare politicizzazioni di questioni legate alla cybersecurity e trattamenti discriminatori

  • rafforzare il multilateralismo e continuare il processo di implementazione del trattato Cina-Europa sugli investimenti in vista di creare la base per un futuro accordo di libero scambio

  • facilitare il coinvolgimento delle imprese cinesi nelle consultazioni pubbliche europee per allineare standard tecnici e regolatori e collaborare sulla transizione digitale ed ecologica.

Il Report indica che le aziende cinesi hanno una visione meno favorevole dell'ambiente imprenditoriale europeo, con un punteggio totale che scende da 73 punti nel 2019 a 70 punti nel 2020. Pur riconoscendo un miglioramento rispetto al 2019 dell'aspetto infrastrutturale e dell'ambiente di ricerca e sviluppo, il 68% delle aziende cinesi intervistate ritiene che l'UE abbia inasprito la sua politica commerciale nei confronti della Cina ed il 55% ha dichiarato di aver avuto più difficoltà ad assumere lavoratori europei. Ciononostante le aziende cinesi intendono continuare a investire nel mercato europeo e tra il 2013 ed il 2019 la loro presenza è aumentata a un tasso di crescita annuo del 10%, molto più veloce delle imprese americane o giapponesi (che sono cresciute dell'1-7%).

Tra le principali difficoltà espresse dalle aziende cinesi in Europa vi sono le complesse procedure applicabili agli investitori extra-UE, come quelle stabilite dalla normativa antitrust, dallo screening degli investimenti esteri e dalla normativa sugli aiuti di stato, che sono stati soprannominati da alcune aziende cinesi “le tre montagne”. Altro elemento segnalato è la diversità dei criteri di valutazione adottati nei vari Paesi membri, che può creare incertezza nell'implementazione di progetti imprenditoriali cinesi in Europa.


Ufficio stampa

Silk Council

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