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Cop 26 di Glasgow: obiettivi raggiunti e mancati



Dal 31 Ottobre al 12 Novembre 2021si è tenuta a Glasgow la 26th UN Climate Conference (COP26) a cui hanno preso parte 197 paesi per definire una road map volta al conseguimento dell'obiettivo di contenere il riscaldamento globale entro i 1,5 gradi e raggiungere la neutralità climatica (zero emissioni).


I negoziati hanno evidenziato un disaccordo sulle tempistiche per il raggiungimento di questi obiettivi: 2050 per gli Stati Uniti e l'Unione Europea, 2060 per Cina e Russia e 2070 per l'India.


Durante il summit oltre 100 stati hanno sottoscritto un accordo per la riduzione del 30 % delle emissioni di metano rispetto ai livelli del 2020 entro il 2030. Non hanno tuttavia sottoscritto l'accordo Cina, Russia, India, Iran, Australia e 8 stati membri della UE ( Austria, Polonia, Romania, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Lettonia, Lituania).

A Glasgow si è inoltre chiesto per la prima volta a tutti i paesi di ridurre gradualmente il carbone e i sussidi ai combustibili fossili. Tuttavia, l'Accordo raggiunto non specifica una data di scadenza ed è stata introdotta all'ultimo momento su richiesta dell'India una modifica al testo dell'accordo che ha sostituito il termine “phase out” (eliminazione progressiva) con “phase down” (riduzione progressiva).


L'intesa include l'impegno dei due paesi a cooperare per la protezione delle foreste, la riduzione delle emissioni di metano, il miglioramento della tecnologia e l’uso delle energie rinnovabili.


Sul piano finanziario, Mark Carney, ex governatore della Banca d’Inghilterra e presidente della Glasgow Financial Alliance for Net Zero (Gfanz), composta da 450 gruppi finanziari in 45 paesi con un patrimonio complessivo di 130 mila miliardi di dollari, ha annunciato una disponibilità di 100 mila miliardi di dollari da investire per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Carney ha inoltre annunciato che sarà affiancato da Michael Bloomberg, ex sindaco di New York, nella presidenza della Gfanz.


Questo straordinario impegno finanziario va ad aggiungersi a quello dei paesi del G20 di destinare 100 miliardi l'anno per la transizione energetica dei paesi in via di sviluppo. Il raggiungimento di tale obiettivo però è stato posticipato al 2023 con la promessa di raddoppiare entro il 2025 i finanziamenti ai paesi più esposti agli effetti del cambiamento climatico.

Alla cop 26 si è infine raggiunto un accordo sulla regolamentazione del mercato dei crediti per la creazione di un mercato globale del carbonio, rendendo così operativo l'articolo 6 degli Accordi di Parigi del 2015.Questa nuova regolamentazione sostituisce il sistema di Kyoto del 2013.

Non si è invece raggiunto alcun accordo concreto sul tema dei “loss and damage” per il risarcimento dei paesi più colpiti dai cambiamenti climatici e lo stabilimento di meccanismi di compensazione.


Ufficio Stampa

Silk Council






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