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Si riduce il deficit commerciale tra Italia e Cina



Secondo il XII Rapporto annuale della Fondazione Italia Cina, il deficit commerciale dell'Italia si è ridotto da 12,15 miliardi di dollari nel 2018, a 11,9 miliardi nel 2019 a 10,7 miliardi nel 2020.

L'Export italiano verso la Cina tra gennaio ed aprile 2021 è cresciuto del 55% rispetto allo stesso periodo del 2020. I prodotti che hanno registrato una migliore performance sono stati il tessile, gli articoli in pelle e cuoio, prodotti chimici e articoli in metallo.

A fine 2019 risultavano presenti in Italia 405 gruppi cinesi e 760 imprese italiane partecipate da imprese cinesi e multinazionali di Hong Kong con 43.700 addetti e un giro d’affari di oltre 25,2 miliardi di euro. I settori più interessati sono quello manifatturiero (macchine, gomma e plastica, prodotti informatici, elettronici e ottici), servizi, commercio, costruzioni e produzione di energia elettrica da fonte fotovoltaica. La maggior parte delle imprese cinesi in Italia è concentrata in Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.

Prevalgono gli investimenti greenfield per le attività commerciali o di servizio, mentre per le attività manifatturiere le imprese cinesi preferiscono acquistare aziende preesistenti.

Sempre nel 2019 le imprese cinesi a partecipazione italiana erano circa 1.700, con 170 mila addetti e un giro d’affari di circa 27,5 miliardi di euro. Meno di 500 sono invece le imprese a capitale italiano presenti ad Hong Kong, con quasi 20 mila addetti e un giro d’affari di 9,5 miliardi di euro.

Recentemente è stato inoltre pubblicato il rapporto “Esportare la Dolce Vita”, realizzato dal Centro Studi Confindustria in collaborazione con Unicredit e con il contributo di Sace, Netcomm e Fondazione Manlio Masi - Osservatorio nazionale per l’Area Affari Internazionali e gli scambi. Secondo tale rapporto le esportazioni italiane hanno un margine potenziale di incremento pari a 82 miliardi di euro. Il primo paese per potenziale tra i mercati emergenti è la Cina con 3,9 miliardi di euro di export ag­giuntivo possibile e maggiori margini di migliora­mento nel medio-lungo termine.

Barbara Beltrame Giacomello, Vice Presidente di Confindustria per l’Internazionalizzazione, ha indicato come prossime sfide per la crescita dell'export italiano nel mondo: “rafforzare i canali di vendita digitale, stabilizzare le relazioni internazionali e preservare e aumentare la riconoscibilità del Made in Italy”.


Ufficio Stampa di Silk Council


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